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Nuova Zelanda

Il sogno degli antipodi

Quando viaggiare era ancora solo un sogno, senza ben sapere il perché, la Nuova Zelanda era LA Meta. Mi ha sempre attirato, ho, da subito, desiderato andarci. Sarà per la passione per il rugby o perché rappresenta la destinazione più lontana da casa mia, ma, appena ho potuto sono partito.

È stato il mio primo viaggio on the road ideato e programmato totalmente da me: Lonely Planet, cartina e siti web alla mano ho disegnato da zero l’itinerario di 23 giorni che mi avrebbe portato a scoprire Aotearoa.

L’isola del Sud

La Nuova Zelanda ha un territorio non molto più piccolo dell’Italia, ma ha una popolazione che non raggiunge i 5 milioni di abitanti di cui i due terzi vive nell’Isola del Nord, la più piccola delle due principali.

Quando disegnai l’itinerario del viaggio e capii che con “soli” 23 giorni avrei potuto visitare (e, soprattutto, fotografare) bene solo un’isola, non ebbi dubbi. I dati sopraelencati e la ricerca dei grandi spazi poco antropizzati, non potevano che portarmi nell’isola del Sud. Il periodo scelto: novembre, l’inizio della primavera.

Varietà

Da Nord a Sud, da Est a Ovest, l’Isola del Sud è una continua sorpresa.

Partendo da Christchurch, la città principale, e dal suo entroterra, dal più famoso Arthur’s Pass alle meno turistiche Canterbury Plaines e al susseguirsi di verdi prati puntellati dai milioni di pecore che caratterizzano il paesaggio, si incontrano paesaggi nuovi, unici, vari.

La penisola di Kaikoura dove ho avuto il primo incontro con gli albatross e le otarie ordine della Nuova Zelanda è una tappa obbligata verso nord.

Un luogo magico è la Farewell Spit: una striscia di sabbia lunga 30 chilometri e larga 6, accessibile solo in piccoli gruppi con guide organizzate dove incontrare solo colonie di otarie e sule.

 

Jurassic Park

Il passaggio dalla costa Est alla costa Ovest è come passare da un’era ad un’altra, da paesaggi, per certi versi, familiari, come nella regione del Marlborough caratterizzato da un clima tipicamente mediterraneo , a un’altro mondo, simile agli ambienti riprodotti in Jurassic Park. La West Coast è infatti caratterizzata da quello che resta della foresta pluviale originaria della Nuova Zelanda, caratterizzata dalle maestose felci albero.

Ma West Coast vuol dire anche regione del Fiordland: magnifici fiordi, belli col sole e ancor più magici con la pioggia. Due sono i fiordi più famosi: Milford Sound e Doubtfull Sound. Mi è piaciuto decisamente di più il secondo: se dovete scegliere non esitate!

Dal mare alle alpi

Una caratteristica simile alla mia terra natale è la velocità con cui è possibile passare dal mare alle alpi, da zero ai 3724 metri del Monte Cook.

Dalla costa Ovest attraverso Haas Pass si può raggiungere l’area del lago di Wanaka e della capitale degli sport estremi, Queenstown, per poi scendere a Sud verso la magica e fiabesca regione dei Catlins, per poi risalire lungo la costa alla fantastica penisola di Otago: in poche ore di auto si può passare da scenari tipicamente alpini al mare.

La regione dei laghi Pukaki e Tekapo e del campo base del monte Cook vi trasporterà poi nei più fiabeschi scenari alpini.

Ritornare agli antipodi

Sono stato nell’isola del Sud due volte. E vorrei tornare.

Per quel senso di sicurezza,  spensieratezza e libertà che si prova viaggiandoci, per la bellezza dei luoghi visti e per quelli che vorrei scoprire, per la gentilezza e spontaneità della gente.

È solo questione di tempo…


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