Non ricordo esattamente come venni a conoscenza di questo paradiso il cui nome produce ancora espressioni interrogative anche tra gli amanti della natura, ma quello che so è che da subito ebbi il desiderio di andarci… e, alla fine, l’ho fatto diverse volte e tante ancora ci ritornerei.
Il Pantanal, la più vasta area umida tropicale del pianeta, si estende tra Brasile, Bolivia e Paraguay in un mosaico di paludi, lagune e savane allagate. Questa terra d’acqua, soggetta a stagioni estreme di piena e secca, ospita una straordinaria biodiversità: giaguari e caimani si muovono tra canneti e corsi d’acqua, aironi, pappagalli e ibis popolano i cieli, mentre famiglie di capibara e aquile pescatrici popolano le rive.
Per chi ama la fotografia naturalistica è un vero e proprio paradiso: la varietà di specie è incredibile, i colori coprono davvero tutto lo spettro possibile e la sensazione che si prova è davvero di essere ospite della natura selvaggia
Nel Pantanal ho sempre viaggiato in un’unica porzione di questo vastissimo territorio: dalla città di Cuiabà, capitale dello stato del Mato Grosso, lungo la Transpantaneira, fino a Porto Jofre, sul Rio Cuiabà.
Qui è dove si trova la più alta concentrazioni di giaguari e posso testimoniare che effettivamente è così… ci sono stati dei giorni in cui, navigando sui fiumi, ne ho incontrati almeno una decina: una cosa incredibile se si pensa che questo felino è considerato un animale schivo, diffidente, quasi un fantasma della foresta.